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La salute attraverso l'alimentazione.
Le intolleranze alimentari sono molto frequenti e si manifestano in modi anche totalmente inaspettati. Mentre è facile immaginare che dermatiti, prurito ed episodi gastroenterici possano essere collegati all’alimentazione, sicuramente lo è molto meno per otiti, cistiti, gengiviti, congiuntiviti, pancreatiti o artriti. Ma veramente moltissime sono le modalità di manifestazione d’intolleranza.
Patologie frequentemente legate all’alimentazione
• Lacrimazione costante, arrossamenti, congiuntiviti acute e croniche
• Mantello secco, ruvido e opaco
• Forfora, perdita di pelo a chiazze
• Odore sgradevole della cute
• Prurito costante in zone circoscritte
• Leccamento della zampa
• Dermatiti, secche o umide, dorsali e ventrali
• Dermatosi dello scroto
• Piodermiti
• Eczema del padiglione auricolare
• Otite cronica
• Desiderio esagerato di erba
• Vomito a digiuno o alimentare
• Borborigmi e flatulenza
• Infiammazione delle sacche anali
• Diarrea cronica
Cosa fare?
E’, di norma, già sufficiente sostituire i mangimi a base di carne derivante dall’allevamento intensivo (pressoché tutti) con quelli a base di pesce di mare, biologici o basati su proteine di animali allevati al pascolo, per eliminare gli inquinanti più tossici e veder scomparire gran parte dei problemi descritti in tempi compresi fra una e tre settimane.
Permarranno, ovviamente, i casi dovuti ad allergie e altre cause, ma la percentuale di successo dei modelli dietetici di SANYpet è superiore a qualsiasi aspettativa.
Tutte le Linee FORZA10 sono basate sui principi appena descritti
Il perché di tante reazioni avverse al cibo
Nel cane e nel gatto, si manifesta chiaramente una fortissima percentuale di patologie legate all’alimentazione: perché?
E’ indiscutibile che la vita media dell’uomo, ma anche degli animali domestici, sia nettamente aumentata nello spazio di pochi decenni. Sappiamo che l’uomo è già arrivato a una vita media di ottant’anni, mentre il cane, la cui vita media era compresa, fino a vent’anni fa, fra gli otto e i tredici anni secondo la razza e la taglia (i cani giganti sono sempre vissuti meno delle razze piccole), arriva ora con facilità al traguardo minimo di 12/13 anni e a quello massimo di oltre vent’anni.
Ciò è legato fondamentalmente a un modello di vita senza stenti né carenza di cibo e alle vaccinazioni, che hanno letteralmente stroncato le malattie infettive più gravi. Inoltre, gli antiparassitari attuali hanno un’efficacia senza pari e riescono a tenere sotto controllo la maggior parte delle parassitosi più temibili.
Tuttavia, esistono due nuove emergenze che minacciano tutti e che permettono di far arrivare all’invidiabile età media attuale sia ognuno di noi, sia i nostri piccoli amici solo se si riesce a schivarle.
La prima è l’inquinamento.
Il responsabile di tutto ciò, come si può immaginare, è sempre l’uomo, spesso inconsapevole della sua capacità di alterare i cicli naturali e le leggi che, da sempre, sottendono la vita sul pianeta. L’equilibrio biologico sul nostro pianeta si è mantenuto finché l’uomo non ha iniziato a forzarlo per assicurare all’imperioso aumento della popolazione mondiale il cibo necessario e per dare a ciascuno un livello di vita assolutamente incompatibile con la sostenibilità ambientale.
L’utilizzo di fertilizzanti, antiparassitari, anticrittogamici, antifungini, disinfettanti, antibiotici, ormoni, acidi e tutto l’armamentario chimico che è stato inventato per piegare l’ambiente e gli animali d’allevamento alle nostre necessità , ha inquinato tutto e profondamente alterato la biologia della terra. Nei terreni coltivati, l’humus, il substrato di microflora e microfauna necessario al terreno per mantenersi fertile, è stato distrutto, e l’unico modo per produrre nelle quantità che impone la crescita continua della popolazione è quello di utilizzare fertilizzanti chimici, accompagnati da enormi dosi di diserbanti e antiparassitari. Non esiste pianta o animale che non sia infestato da parassiti sempre più indistruttibili, ed è sufficiente entrare in un consorzio agrario o in un garden per restare paralizzati dall’impressionante esposizione dei veleni in commercio.
La seconda emergenza è la carenza assoluta di Omega3 nell’alimentazione sia dell’uomo che dei loro piccoli amici. Perché? La responsabilità è, tanto per cambiare, dell’uomo che, sempre per aumentare la produttività dell’allevamento, ha interrotto il ciclo dell’erba, unico alimento (oltre al lino e la canapa, pressoché inutilizzati attualmente) per gli animali terrestri ricco di Omega3, sostituendolo con gli insilati di mais, ricchi solo di Omega6. In tal modo ha sbilanciato completamente l’equilibrio naturale e creato le condizioni di ulteriori e continui processi infiammatori. Infatti, gli Omega3 hanno un potere antinfiammatorio, mentre gli Omega6 hanno un potere esattamente contrario, creando le basi per infiammazioni croniche ubiquitarie. Quindi, se gli erbivori mangiano l’erba, il loro latte, carni, formaggi e uova saranno ricchi in Omega3, se mangiano mais, caratterizzato dalla presenza esclusiva di Omeag6, saranno una bomba di Omega6. Gli Omega6, comunque indispensabili e utili, sono benefici solo se in equilibrio con gli Omega3.
Quanto riferito sull’uomo accade anche nei cani e nei gatti. Infatti, gli alimenti in uso nel mondo pet food sono basati su un cereale (riso, grano o mais, ricchi esclusivamente di Omega6), sulle farine di carne e grassi animali, pressoché privi di Omega3. Come a dire che la presenza di processi infiammatori cronici è pressoché garantita.
Le uniche soluzioni applicabili nel mondo del pet food sono l’utilizzo di pesce di mare e relativo olio, oppure alimenti biologici, uniche fonti alimentari in grado di controbilanciare lo squilibrio creato dall’utilizzo dei cereali.
Questo perché il pesce di mare e relativo olio sono ricchissimi di Omega3, mentre gli alimenti biologici per cani e gatti ne contengono in quantità sufficiente perché assicurata da farine di animali che vengono allevati al pascolo, cioè con erba.
Allergie e intolleranze alimentari
Allergie e intolleranze alimentari sono dunque in continuo aumento sia nell’uomo sia nei cani e nei gatti, ed è logico domandarsi cosa si può fare. Pur non esistendone evidenze scientifiche chiare, tale causa abbiamo visto essere strettamente collegata all’enorme aumento di sostanze inquinanti (xenobiotici) presenti nell’ambiente e nella catena alimentare. Se prendiamo come esempio l’orso polare, scopriamo che tale animale, che vive in un ambiente insospettabile dal punto di vista dell’inquinamento, è quello più contaminato, con riflessi pesanti specie sulla sua fertilità . La spiegazione del suo grado di contaminazione è data, appunto, dalla catena alimentare: l’orso si ciba di pesci e di foche, che si cibano a loro volta di pesci sempre più piccoli, che si cibano di alghe o di plancton. Tutta la catena viene a contatto con le sostanze più disparate giunte in mare attraverso i fiumi dei paesi più industrializzati.
Il problema si pone, e in maniera molto più pesante, negli animali terrestri. In questo caso, la catena alimentare porta a un accumulo diretto di sostanze chimiche e farmacologiche che normalmente non si scompongono. Infatti, mentre l’inquinamento marino è legato a fattori indiretti (il contatto casuale con sostanze tossiche vaganti nell’oceano), quello terrestre è diretto perché legato alla somministrazione e all’utilizzo, spesso quotidiano ma nel rispetto delle leggi vigenti, di molecole farmacologiche e chimiche in tutti gli animali d’allevamento intensivo.
L’introduzione di sostanze inquinanti nell’organismo (antibiotici, ormoni, fitofarmaci, antiparassitari, anticrittogamici, metalli pesanti, melamina, diossina, policlorobifenili, nitriti, nitrati, ecc.) avviene anche attraverso l’aria e l’acqua, ma il veicolo fondamentale è l’alimentazione.
Attraverso la catena alimentare giungono i residui di un numero impressionante tonnellate di prodotti chimici di sintesi, usati specialmente nell’industria, in agricoltura e nell’allevamento intensivo. Purtroppo, le quantità immesse nell’ambiente ogni anno si sommano, portando a un inquinamento chimico e farmacologico di tutto il pianeta impressionante.
Se si considera che, prima della seconda guerra mondiale, la produzione mondiale di prodotti chimici era di circa un milione di tonnellate mentre ora siamo a circa 500 milioni di tonnellate, si può avere una chiara spiegazione dell’esplosione di intolleranze e allergie.
Chi ha vissuto la sua infanzia nel dopoguerra può confermare che, in quel periodo, le intolleranze alimentari non esistevano e che le allergie erano enormemente meno frequenti. Inoltre, la comparsa delle allergie avveniva esclusivamente nella prima infanzia o nell’adolescenza. Attualmente, sia le intolleranze, sia le allergie compaiono a tutte le età , e non è raro riscontrare la comparsa improvvisa di tali fenomeni anche in persone di 70 o 80 anni e in cani o gatti di 10, 12 anni o più.
La spiegazione sembra semplice: ogni individuo ha una specifica capacità di “assorbire” tali veleni. Superata tale capacità , compaiono le allergie e/o le intolleranze, il flagello dei nostri tempi.
SANYpet, come mission, si è posta l’obiettivo di ripristinare i principi dell’alimentazione secondo quanto ha previsto la più grande maestra: la natura. In tale modo, si potrà osservare su tutti i cani e gatti un miglioramento netto dello stato di salute, evidenziato in modo inequivocabile da un cambiamento straordinario dello stato del mantello.











