Ricerca Leishmania

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Una dieta ad azione immunomodulante è in grado di coadiuvare la terapia farmacologica convenzionale aumentando le cellule T regolatorie e riducendo la risposta infiammatoria legata alle cellule T helper di tipo 1 in cani affetti da Leishmania

La manifestazione clinica e l’evoluzione della leishmaniosi canina sono la conseguenza di complesse interazioni tra il parassita e l’assetto genetico e immunologico. In questo studio, durato un anno, è stato valutato l’effetto di una dieta immunomodulante in 40 cani leishmaniotici. I cani sono stati divisi in due gruppi da 20, il primo gruppo ha ricevuto la terapia farmacologica convenzionale combinata con una dieta standard (SD Group) e il secondo la terapia farmacologica convenzionale combinata con la dieta immunomodulante (Gruppo IMMD). Inoltre, per lo stesso periodo di tempo, sono stati valutati dei cani sani per avere dei parametri immunologici di riferimento. Mediante una tecnica specifica, denominata citometria di flusso, sono state analizzate le cellule CD3+ CD4+ Foxp3+ T regolatorie (Treg) e CD3+ CD4+ IFN-γ + T helper 1 (Th1). Al momento della diagnosi (T0) tutti i cani mostravano un basso numero di piastrine. Un aumento delle piastrine è stato osservato dopo sei mesi (T6) nel gruppo SD, rimanendo nell’intervallo di normalità a dodici mesi (T12). Al contrario il gruppo IMMD ha mostrato un aumento del numero delle piastrine, al T6 e al T12, simile a quello osservato nei cani sani. Dopo tre mesi (T3) è stato rivelato nel Gruppo SD un aumento del rapporto CD4/CD8, mentre al T6 e al T12 i valori erano molto simili rispetto a quelli osservati al T0. Nel gruppo IMMD, invece, l’aumento del rapporto CD4/CD8 avvenuto al T3 è stato mantenuto al T6 e al T12. In tutti i cani di entrambi i gruppi è stata osservata una riduzione della percentuale delle cellule Treg al T0. Solo al T3 è stato osservato, nel Gruppo SD, un recupero della percentuale delle cellule Treg, tuttavia questo effetto non si osservata al T6 e al T12. Al contrario, al T3, T6 e T12 la percentuale di cellule Treg nei cani del gruppo IMDD ha era simile a quella osservata in animali sani. Inoltre, sempre nel gruppo IMDD, è stato osservato, al T0, un aumento delle cellule Th1 rispetto ai cani sani. Si è verificata anche una diminuzione delle cellule Th1, da T3 a T12, nei cani del gruppo SD, che però tendevano nuovamente ad aumentare al T6 e al T12. I cani del gruppo IMMD hanno evidenziato una progressiva diminuzione delle cellule Th1, i cui livelli sono tornati simili a quelli osservati in cani sani al T6 e al T12. In conclusione la dieta immunomodulante sembra regolare la risposta immunitaria in cani leishmaniotici in combinazione con il trattamento farmacologico convenzionale. La presenza di nutraceutici nella dieta è correlata alla diminuzione delle cellule Th1 e all’aumento di quelle Treg in cani affetti da tale patologia. Pertanto, la somministrazione di una dieta specifica ha migliorato la risposta clinica al trattamento farmacologico convenzionale in cani leishmaniotici.

Per leggere la ricerca completa clicca qui – An immune-modulating diet increases the regulatory T cells and reduces T helper 1 inflammatory response in Leishmaniosis affected dogs treated with standard therapy

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