Ribes

Ribes

Chi è?

Del ribes (Ribes nigrum) avete sicuramente sentito parlare, magari è anche finito nel vostro piatto e l’avete chiamato ribes nero, per differenziarlo da quello rosso, o forse ve l’hanno presentato con il suo nome francese cassis o l’inglese blackcurrant.
Non sono tuttavia solo i suoi frutti a contenere principi attivi molto importanti per cani e gatti, ma anche le sue foglie.

I superpoteri

Quando chiamare il ribes in aiuto a cani e gatti? Ma soprattutto, perché chiamare a raccolta i suoi superpoteri?
Il ribes ci interessa particolarmente per via della fragilità capillare. Essendo il derma ricco di vasi sanguigni e facile ad alterazioni, i superpoteri del ribes fungono da angioprotettivo, ovvero di rafforzamento del nostro sistema sanguigno. È utile dunque nei processi infiammatori e in casi di allergie.
Nella medicina tradizionale, la sua è un’opera di aumento del microcircolo.

Il ribes è considerato inoltre un cortisone naturale, senza effetti collaterali. La sua fama non è dovuta al fatto che egli si sostituisca al cortisone, ma alla sua stimolazione di una risposta della corteccia surrenale, durante i processi infiammatori a livello endogeno.
Sono molte le sostanze che vengono detenute dal ribes: polifenoli antiossidanti, antociani, vitamina C, mucillagini, flavonoidi e coercitina.

Dove trovarlo

Duttile e disponibile, il ribes si trova all’interno di una grande varietà di alimenti FORZA10: Dermo Active, Oral Active e Ophtalmic Active solo per cani, Hypoallergenic Active per gatti e gli alimenti umidi, per entrambi i nostri amici pelosi, Dermo Actiwet e Hypoallergenic Actiwet.

Le imprese

Come spesso accade, la vita di un supereroe non è cosa facile. Non mi riferisco solo alla doppia identità, bensì anche all’immagine che la gente si fa di lui. In questo, il ribes purtroppo ha subito una altalenante evoluzione della sua reputazione.
Il momento più alto della sua fama fu l’anno 1712, quando il signor P. Bailly da Montaran lo descrisse in un suo trattato come rimedio universale, capace di curare febbri, peste, piaghe, calcolosi e chi più ne ha, più ne metta. Forse anche per questa lievissima iperbole, il ribes cadde in oblio nel 1800, quando si perse completamente la fiducia in lui. Dall’inizio del nostro secolo, poco alla volta, giorno per giorno, il ribes si sta riguadagnando lembi di reputazione e stima, tornando in voga soprattutto per le sue proprietà diuretiche, ma ottenendo anche il titolo ambito di “perla della gemmoterapia” per le sue imprese antinfiammatorie.
Henri Huchard testimoniò nel 1908 di aver visto con i propri occhi un malato sbarazzarsi dei dolori reumatici, di cui soffriva da anni, assumendo una infusione di foglie di ribes regolarmente.

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