Tarassaco

Tarassaco

Chi è?

“Cresce dovunque, senza pretese, in prati e strade d’ogni paese”. Fate attenzione quando siete in campagna o passeggiate accanto al prato di una zona residenziale, più di un supereroe potrebbe essere lì, in attesa d’essere invocato.
Si tratta del tarassaco (Taraxacum officinale), pianta appartenente alle composite, il cui fiore giallo è composto in realtà da tanti piccoli fiori, uniti insieme, numerosi e ravvicinati, sulla cima del gambo. Allo stesso modo, come i suoi fiori, anche il tarassaco stesso cerca la compagnia dei suoi simili, radunandosi in gruppo e in gran numero.
Le sue parti attive sono la radice, raccolta principalmente in autunno, e le parti aeree.

I superpoteri

Quali sono le capacità del tarassaco utili a cani e gatti? Le sue funzioni principali, per cui chiediamo il suo aiuto, sono due: quelle epatiche e quella diuretica.
Come avviene questo? Forse conoscete il tarassaco con il nome di Dente di leone e osservandolo, potreste scorgere in quella chioma gialla la criniera di una belva, pronta a terrorizzare i nemici degli animali.
Riconosciuto tradizionalmente come diuretico, il suo potere di tipo depurativo sul fegato si associa al rene, spaventando le tossine e mettendole in fuga. Allo stesso modo, grazie a un effetto lassativo, il suo ruggito caccia le tossine anche dall’intestino, oltre che dalla pelle, aumentando la secrezione delle ghiandole sudoripare e delle ghiandole sebacee.

Questo leone, coraggioso supereroe fitoterapico, ha attività colagoga e coleretica, ovvero facilita la contrazione della cistifellea e la secrezione di acidi biliari, facendo bene alle colecisti.
Il tarassaco lascia dunque il suo segno in casi di insufficienza epatica e per i calcoli renali, non per dissolverli, ma agendo come preventivo, come una fiera di guardia.
Graffia, morde, ruggisce, il Dente di leone non si risparmia e avercelo come amico è cosa preziosa.

In primavera è ricco di zuccheri e in autunno raggiunge il 40% di inulina, fungendo da prebiotico, dunque supportando i saprofiti buoni, la flora batterica positiva. Possiede tanti enzimi e anche potassio, aiuta nella digestione, abbassa il colesterolo e fa bene a chi ha l’artrosi. Ma attenzione, con le creature feroci occorre prudenza: il lattice nel tarassaco può essere irritante.
Come trova le forze per agire questa pianta? Le sue capacità derivano dalla presenza di triterpeni, fitosteroli, caroteni, xantofille, flavonoidi e acido caffeico.

Dove trovarlo

Avrete intuito che il tarassaco è un supereroe leggendario e per questo è presente e importante nel nostro FORZA10 Legend Digestion. I suoi superpoteri sono però richiesti anche nel Renal Active, sia per cane che per gatto, nell’Urinary Active per gatti e nei loro corrispondenti, nella forma di alimento umido, della linea Actiwet.

Le imprese

Che il tarassaco sia un supereroe che incute timore nei suoi nemici, ormai lo sapete. Non sapete tuttavia che proprio per questo, e per le sue proprietà diuretiche, ha acquisito il soprannome di piscialetto, di derivazione dal francese piss en lit.
Per la necessità di depurarsi dopo l’inverno, il tarassaco era ed è impiegato anche nella preparazione di insalate, il che l’ha reso uno dei primi nutraceutici. Viene inoltre utilizzato nella preparazione di tisane.
Questa pianta diffusissima, un vero e proprio infestante, è stata tuttavia, forse anche per questo, sempre trascurata a livello officinale, seppure riconosciuta dalla tradizione popolare. Solo in tempi moderni ha ottenuto la conferma della fitoterapia. Per questo motivo, lo scrittore Cattorini compose addirittura un’Ode al tarassaco, citata in apertura.

A chi tuttavia lo dipinge come un supereroe feroce, il tarassaco risponde con il suo profondo legame con i bambini. Dopo essersi chiuso in sé stesso durante la notte, si riapre di giorno per permettere loro di giocare e divertirsi, lasciando che soffino via il suo fiore e utilizzino il suo gambo come trombetta. Quando il tarassaco giunge a maturazione, il suo fiore, la criniera, prima saldamente riunita, si lascia infatti volare via con un solo alito di vento. Proprio per questo viene additato soprattutto come soffione, anziché con il suo vero nome. I suoi semi difatti, con attaccato un paracadute, si separano dai loro fratelli, e si lasciano volare via, altrove, per poter diffondersi e dare altra vita.

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