Tiglio

Tiglio

Chi è?

Maestoso e longevo, profumato e innamorato, con i suoi mille cuori nelle foglie, il tiglio (Tilia tomentosa e Tilia platyphyllos) potrebbe osservarvi lungo i viali che percorrete quotidianamente, in un muto invito a conoscerlo, a comprenderlo. È un supereroe fitoterapico sensibile, ma non privo di poteri.

Superpoteri

La forza del tiglio è concentrata nelle inflorescenze e nell’alburno, la corteccia più esterna e giovane. Sono armi con cui il tiglio però non combatte, differenziandosi dai colleghi supereroi fitoterapici per un uso dei suoi poteri non legato alla forza, all’eliminazione o la cacciata.
I principi attivi hanno infatti proprietà sedative e antispasmodiche. Il loro intervento è richiesto quando il cane è dolorante ed estremamente agitato, tanto da poter manifestare aggressività e mordere, ad esempio nei casi di un’otite media o profonda.
Intervenendo, il tiglio agisce sul sistema nervoso centrale e calma il cane. L’azione vasodilatatrice di cui è capace, fa sì che questa pianta possegga un effetto ipnotico.
Per questi motivi è utile anche in caso di emicrania, seppure non si possa stabilire con certezza quando il cane ne è affetto, mentre nella medicina popolare veniva considerato efficace nei casi di epilessia.
Il fitocomplesso è costituito principalmente da flavonoidi, in particolare rutina, altri polifenoli e tannini.

Dove trovarlo

Considerate le sue capacità, il tiglio svolge nell’orecchio un ottimo lavoro di squadra, insieme a rosa canina e Ascophyllum nodosum. Lo trovate dunque nel nostro Forza10 Echo Active.

Imprese

Affascinante, misterioso e quasi etereo, questa pianta e i suoi poteri hanno lasciato diverse tracce nella storia, altrettanto ammalianti.
Il greco fa risalire il suo nome dal termine ptilon, ovvero ala, dovuto al peduncolo del fiore dotato di una brattea somigliante un’ala. Ma se dessimo retta ai latini, finiremmo con il considerare il termine telum che ci porta al giavellotto, arma fabbricata con il legno del tiglio. Un supereroe dalla duplice anima, in grado di librarsi nella mente e nell’aria, ma anche di piegarla in volo e colpire nel segno.

In passato le sue foglie verdi vennero seccate e unite alla farina d’orzo o al grano saraceno, creando la farina verde. Ma c’è anche chi, con i semi torrefatti di tiglio e l’aggiunta di zucchero e altri elementi, ha provato a farci il cioccolato.
Mario Rigoni Stern narrò di questo eroe nel suo Arboreto Selvatico, ricordando come non solo uomini e cani ne abbiano saggiato gli effetti, bensì “qualche volta persino le api, quando con insistenza raccolgono nettare da certi tigli, vengono come assopite e si adagiano sull’erba all’ombra dell’albero”.

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