Pesci nell’alimentazione di cani e gatti: 4 falsi miti

Pesci nell'alimentazione di cani e gatti: 4 falsi miti

I pesci fanno male a cani e gatti?

Nonostante grande amore da parte dei gatti e cani verso il pesce, tantissimi proprietari sono convinti che i pesci facciano male. Ma è realmente pericoloso alimentarli con pesce? Sfatiamo 4 falsi miti.

#1 Il pesce contiene lische e ha alto contenuto di fosforo e magnesio, che possono provocare lo sviluppo delle malattie del tratto urinario e causare calcolosi.

In termini pratici, nell’alimento secco non rimangono neanche le tracce delle lische, grazie al processo produttivo. Viene infatti utilizzata la farina di pesce, in cui la proporzione di osso è decisamente minore rispetto alle farne di carne. Ci vuole poco per capire che la proporzione di peso e di quantità di osso di un animale che vive sul terreno è enormemente superiore a quella necessaria per sostenere un animale che vive sospeso in acqua. In merito di quantità di fosforo e magnesio, il campione del prodotto finale viene spedito nel laboratorio esterno per il controllo dei microelementi, minerali e vitamine che strettamente devono corrispondere agli parametri stabiliti dalla legislazione Europea nell’ambito dei mangimi per gli animali domestici. Il prodotto finale è bilanciato con quantità di fosforo e magnesio e non rappresenta nessun rischio per il sistema urinario.

Per la produzione dei mangimi umidi in paté in genere vengono utilizzati pesci interi con lische. La qualità delle materie prime è fondamentale per la riuscita del prodotto finito. Le scatolette sigillate si collocano in autoclavi e si sterilizzano a vapore ad alta temperatura per distruggere tutti i microrganismi presenti nell’alimento e nella scatoletta. Poi le scatolette si lavano e si raffreddano con acqua. Questo processo permette degradare in grande parte le lische più pericolose.

#2 Ci sono molti animali sensibili o allergici al pesce; è un alimento tra i primi 3 nel top della lista degli allergeni più famosi nel cane e gatto. Il mangime a base di pesce contiene molta istamina, che causa le reazioni allergiche.

Anche se tanti fonti di bibliografia indicano il pesce come un ingrediente altamente allergico, la realtà mostra un dato diverso. Il vero pericolo è rappresentato dall’istamina. L’istamina fa parte delle cosiddette “amine biogene” che possono essere presenti in vari tipi di alimenti a seguito dell’azione di microrganismi. L’istamina deriva dalla decarbossilazione dell’amminoacido L-istidina che è naturalmente presente nella muscolatura di varie famiglie di pesci marini. La formazione di istamina è solo in minima parte riconducibile a fenomeni autolitici di origine tissutale. Essa è infatti prevalentemente di origine batterica, derivando dall’azione di enzimi (in primo luogo l’istidina–decarbossilasi), elaborati soprattutto da germi Gram negativi (generi: Morganella, Klebsiella, Proteus , Hafnia, Enterobacter, Citrobacter, Vibrio, Photobacterium), che hanno contaminato le carni del pesce post-mortem. L’istamina è altamente termostabile e non è denaturata dai trattamenti di cottura e di inscatolamento: per una completa inattivazione è necessario un trattamento di 90 minuti a 116°C. Proprio per questo SANYpet, al fine di poter garantire sempre il più attento controllo di tutte le proprie referenze, esegue un piano di campionamento per il monitoraggio del livello di istamina e tutti i valori ottenuti dalle analisi svolte presso laboratori esterni accreditati risultano largamente al di sotto dei limiti stabiliti per i prodotti ad uso umano.

#3 I pesci predatori sono nella top della lista nella catena alimentare (come tonno e salmone) che contengono molti metalli pesanti.

È vero che più grande è il pesce e più lunga la vita ha, più metalli pesanti accumula. Però nel mondo di oggi tantissimi pesci vengono allevati negli allevamenti dove il pericolo di metalli pesanti non esiste. I pesci provenienti dai mari vengono sottoposti ai stretti controlli per la presenza dei metalli pesanti. In più, i metalli pesanti si accumulano nel tempo e con l’industria intensiva e alto consumo dei pesci non permettono ai pesce vivere a lungo, e come conseguenza non accumulano i livelli alti dei metalli pesanti.

#4 I pesci trasmettono malattie e parassiti.

I parassiti presenti nel pesce sono molto numerosi, ma risultano pericolosi se il pesce viene consumato crudo. Il trattamento con basse (congelamento) o alte temperature (cottura) uccide il parassita. Nel processo preparativo dei mangimi il pesce subisce un trattamento termico che esclude sopravvivenza non solo i parassiti, ma anche i batteri e alla fine diventa totalmente sicuro per la salute degli animali.

Abbiamo appena visto che tutti i miti sul pesce hanno una spiegazione molto semplice e chiara. Ma comunque rimane il dubbio, perché scegliere il pesce e non la carne?

L’utilizzo del pesce rappresenta, dal punto di vista nutrizionale, un alimento di elevatissimo valore biologico indicato non solo per soggetti intolleranti, ma anche per cuccioli e soggetti convalescenti e/o defedati. Per saperne di più leggi il nostro articolo sul pesce nell’alimentazione di cani e gatti.

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