I segnali che indicano lo stato di salute del cane

I segnali che indicano lo stato di salute del cane

Quali sono i segnali che indicano un buono stato di salute del cane?

La salute del cane (e del gatto) si presenta, per prima cosa, con un mantello lucido, privo di forfora e arrossamenti, non deve essere afflitto da un prurito localizzato, specie al collo e al fondoschiena, non deve avere una caduta del pelo costante. La pelle è lo specchio della salute e il pelo deve essere lucido indipendentemente dai lavaggi. Quando è solo il lavaggio a renderlo lucido e, nello spazio di pochi giorni, esso torna opaco e infeltrito, abbiamo un chiaro segnale di uno stato di salute non ideale. Altri segni chiarissimi di problemi alimentari sono il vomito notturno a digiuno, il desiderio esagerato d’erba, la flatulenza, il continuo cambiamento del colore, odore, volume e consistenza delle feci, la presenza di cerume abbondante nelle orecchie, la tendenza allo scrollamento della testa e arrossamenti del padiglione auricolare. Ulteriormente, non deve presentare lacrimazione continua, infiammazione delle ghiandole perianali, leccamento ossessivo di una zampa. Qualsiasi processo infiammatorio cronico, ovunque esso sia localizzato, deve far sospettare, fra le altre cause, una reazione alimentare.

Perché l’alimentazione dovrebbe provocare tutti questi problemi alla salute del cane?

Per due motivi fondamentali: il primo problema che impedisce la salute del cane è legato ad un inquinante farmacologico molto tossico che può essere presente nelle carni derivanti da allevamento intensivo e, di conseguenza, in tutte le crocchette che le contengono; il secondo è provocato dalla grave carenza di acidi grassi Omega3 nell’alimentazione attuale, sia casalinga sia industriale.

Come avviene questo fenomeno?

Il problema è la tossicità di un preciso residuo farmacologico, l’ossitetraciclina, antibiotico usato largamente e legalmente nell’allevamento intensivo. Poiché i controlli si concentrano sulle carni che vanno al consumo umano e non sull’osso, che l’uomo in teoria non mangia ( ma in pratica, se lo trova negli hamburger, nei würstel e in molti prodotti carnei confezionati), e poiché questo residuo tossico si concentra proprio lì, la percezione del problema non corrisponde ancora alla sua gravità, anche se negli ultimi anni c’è stata una sensibilizzazione intorno a questo tema.

L’altro problema della carenza di Omega3 nasce dall’interruzione della catena dell’erba, unico alimento che fornisce agli erbivori questi acidi grassi indispensabili, e dalla sua sostituzione con il mais, alimento praticamente privo di essi. La conseguenza è che gli anelli successivi della catena alimentare, precisamente l’uomo, il cane e il gatto, si ritrovano senza questi necessari elementi vitali.

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