I bisogni del cane

I bisogni del cane

Quando parliamo di welfare ci riferiamo a diversi aspetti che in qualche modo fanno riferimento principalmente al benessere fisico e al principio di limitare tutte le voci di costo per il cane.

Se predispongo un giaciglio comodo in un’area lontana da fonti di disturbo, il cane potrà riposare meglio e ristorarsi per affrontare le sfide della giornata. Se avrò attenzione circa i suoi bisogni nutrizionali dandogli una dieta corretta e priva di contaminanti nocivi eviterò di compromettere la sua salute, faciliterò la sua crescita e il buon funzionamento dei suoi organi rafforzando le sue capacità di far fronte alle malattie.

Per esempio, acqua pulita sempre a sua disposizione e una dieta adeguata all’età, alla stagione e al tipo di vita che conduce. Allo stesso modo se si avrà cura di portarlo con regolarità dal medico veterinario per le profilassi e per un monitoraggio preventivo, non solo si vigilerà sui rischi ma si potrà intervenire in modo tempestivo rispetto a eventuali disturbi. Sempre per quanto concerne il problema del calore è indispensabile evitare in modo assoluto di lasciare il cane in automobile, anche se temporaneamente all’ombra. Inoltre è importante lasciare uno spiraglio di finestrino aperto quando si va in automobile col cane e durante i percorsi lunghi, è indispensabile fare delle soste per permettere al cane di bere e di interrompere il viaggio.

In estate evitiamo le tosature, soprattutto quelle eccessive, perché il pelo è importante per evitare l’esposizione della pelle ai raggi solari e preoccupiamoci, viceversa, di spazzolare il mantello per togliere il sottopelo. Occorre inoltre che l’ambiente esterno sia ombreggiato e il cane non stia al sole diretto ininterrottamente.

Nei periodi freddi bisogna fare attenzione se il cane è di taglia piccola e a pelo raso, perché potrebbe soffrire molto il freddo. Inoltre è molto importante fare attenzione all’umidità tenendo presente che i nostri cani fanno poco movimento e rischiano di stazionare per troppo tempo nello stesso luogo e se questo non è asciutto il cane può soffrirne. D’altro canto non si può ignorare che anche se tenuto in un luogo perfetto sotto tutti i profili, il cane deve poter fare almeno due passeggiate al giorno che gli consentono di fare la corretta ginnastica funzionale.

L’appagamento ricorda un po’ il riposo del guerriero: quel senso di pace e di equilibrio, quel sentirsi appagato perché non più presi da inquietudine ma cullati dal torpore che deriva dall’aver espresso in pienezza le proprie disposizioni. Detto questo, è evidente che chiunque adotti un particolare animale debba conoscerne le caratteristiche motivazionali, altrimenti non garantirà mai a lui well-being.

Ma l’appagamento è uguale in tutte le razze? Tutti i cani hanno delle basi comuni, come per esempio la motivazione collaborativa. E tuttavia non si può negare che esistono profonde differenze tra una razza e un’altra e non si tratta solo di forma, di mole o di mantello: le varie razze differiscono tra loro prima di tutto per diversità motivazionale. Alcuni cani come i collie hanno un forte orientamento predatorio, per cui tendono a correre dietro a tutto ciò che si muove; altri cani come i retriever hanno un forte orientamento verso i comportamenti parentali e di aiuto, per cui tendono a portare gli oggetti.

Pertanto è indispensabile che chi prende un cane di una certa razza prima di tutto s’informi molto bene delle vocazioni e delle attitudini di quel particolare cane poiché solo conoscendo le sue attitudini è possibile verificare se si è in grado o si ha disponibilità a dare espressività alle prevalenze di quella razza. Non basta guardare un labrador e dire “mi piace quel tipo di cane”, occorre sapere che il labrador ama buttarsi negli acquitrini, sporcarsi nelle pozzanghere, fare attività all’aperto.

Solo se si è disposti a seguire le inclinazioni di razza si può adottare quel particolare cane, altrimenti non basteranno coccole e bocconcini a renderlo felice.

È questo il well-being, una pienezza espressiva che è altresì immersione in un mondo che risponde perfettamente alle proprie aspettative. Non c’è abbondanza di welfare che possa compensare una deficienza di well-being anzi, quanto più innalzeremo i parametri di welfare tanto più l’individuo cercherà di esprimere se stesso. Il contrario dell’appagamento è la demotivazione che può dar origine a stati di inquietudine oppure a stati depressivi, con inevitabili espressioni comportamentali alterate che sono il segno del disagio di demotivazione.

Non ci si può accontentare del welfare se desideriamo il benessere del nostro compagno.

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