I sintomi delle intolleranze alimentari nel cane

sintomi delle intolleranze alimentari nel cane

Le patologie di origine alimentare

Prima di elencare i sintomi delle intolleranze alimentari nel cane, è necessario prendere coscienza di come negli ultimi 50 anni le intolleranze alimentari siano aumentate in modo vertiginoso sia nell’essere umano sia negli animali domestici. Questo aumento va a braccetto purtroppo con un utilizzo della chimica e della farmacologia, sempre più massiccio. Le patologie di origine alimentare, molto più comuni di quello che si potrebbe immaginare colpiscono, in modo più o meno grave, la maggior parte dei cani e dei gatti.

I sintomi delle intolleranze alimentari nel cane – I più comuni

Le reazioni si sviluppano prevalentemente su:

Sensibilizzazione o reazione di difesa?

Molti dei sintomi delle intolleranze alimentari nel cane che abbiamo elencato non vengono attualmente associate con l’alimentazione. Quelle effettivamente ricondotte all’alimentazione vengono, il più delle volte erroneamente, attribuite a fenomeni di sensibilizzazione alle varie proteine (manzo, maiale, pollo etc). Tale convinzione porta le varie industrie alla continua ricerca di nuove fonti proteiche (montone, pesce gatto, cervo, cacciagione in genere). Ciò nel convincimento che cani e gatti non possano aver sviluppato ipersensibilità a proteine che non hanno mai incontrato nella loro alimentazione. Di fatto, le effettive sensibilizzazioni alle proteine sono rare (beta/lattoglobulina, caseina e glutamina). Sono invece, come premesso, assai frequenti nuove forme di reazione a uno o più metaboliti di sostanze farmacologicamente attive presenti nelle carni degli animali allevati industrialmente. In pratica, l’organismo “gestisce” gli xenobiotici della carne (ma anche di molti altri alimenti) mettendo in moto due meccanismi di difesa fondamentali: l’espulsione diretta, specie col vomito e la diarrea e/o la loro distruzione nel processo infiammatorio che, come sappiamo, è il principale processo di guarigione. Se l’introduzione, attraverso l’alimentazione, di sostanze xeno biotiche è costante, il processo infiammatorio diventerà inevitabilmente cronico.

Ma quindi, la causa?

La causa è l’alimentazione stessa, purtroppo sempre più colpita dalla chimica e dalla farmacologia. In particolare il Dipartimento di Ricerca e Sviluppo SANYpet – FORZA10 da oltre 20 anni studia, sulla base di una intuizione del Dr. Sergio Canello, le conseguenze dell’assunzione di carni da allevamento intensivo e i loro effetti sull’organismo.

Per questo, un cambio di alimentazione spesso può essere determinante per la salute del vostro cane o gatto.

La soluzione

Scegliendo ingredienti puliti, carni da allevamenti estensivi, oltre che l’utilizzo di sostanze botaniche e i corretti quantitativi di Omega3, si riporta l’organismo al suo naturale equilibrio, permettendogli di funzionare ed esistere così come è stato progettato secondo natura. In questo modo moltissime patologie regrediscono in breve tempo, tanto da far quasi gridare al miracolo.

Le reazioni avverse al cibo e un fil rouge

Abbiamo realizzato oltre 30 ricerche scientifiche in collaborazione con università, centri di ricerca e liberi professionisti, pubblicandole su riviste scientifiche internazionali di prestigio, riscontrando che un’alimentazione con i requisiti sopracitati è in grado di far regredire una lista numerosissima di sintomi delle intolleranze alimentari nel cane, dai più comuni fino ad alcuni assolutamente inaspettati, come la fertilità, le disfunzioni del sistema immunitario e addirittura conseguenze sul comportamento con manifestazioni riconducibili all’ansia. Abbiamo aperto nuove frontiere in questo campo di studio, ancora in grande evoluzione, e sempre più spesso sembra confermarsi il detto che “siamo quello che mangiamo”.

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