Islanda

Lo chiamano terra del ghiaccio, quel lembo di natura circondato dal mare Atlantico, là in alto, come una piccola corona sul capo d’Europa. È proprio lì che sono sbarcati il Dott. Sergio Canello e alcuni valorosi di SANYpet, dopo aver affrontato l’oceano e solcato le sue imperiose onde, trovando d’innanzi a loro maestosi fiordi, che hanno superato arditamente, avventurandosi sugli altopiani e attraversando le foreste, fino alle montagne, vette scoscese e impervie che hanno messo a dura prova il loro coraggio e le loro capacità, costringendoli ad esempio a pronunciare nomi come Hvannadalshnúkur, monte più alto d’Islanda.

Ma quale inspiegabile ragion d’essere potrà mai spingere l’uomo fino alla terra del ghiaccio e del fuoco, improvvisandosi Indiana Jones?

La missione di SANYpet è raggiungere il benessere attraverso l’alimentazione e per raggiungere questo scopo è necessario e inevitabile entrare in contatto con la natura e il suo verde potere, farsi donare da essa le proteine più pulite e salubri possibile. Per questo motivo ci siamo spinti fino all’Islanda, dove la natura è selvaggia e incontaminata. Attraversando i fiumi gelidi abbiamo infatti trovato un salmone libero e maestoso. Alle spalle dell’ostile geyser abbiamo scoperto un modo di cucinare all’aperto, in comunione con la natura, che sfrutta l’energia geotermica, ovvero il calore sprigionato dal suolo, per cucinare il proprio cibo.

Più di 80 zone del paese sono state contrassegnate come riserve naturalistiche, mausolei della natura da preservare. Secondo l’EPI (Enviromental Performance Index), indice redatto da studiosi di Yale e della Columbia University sulla protezione della salute umana e dell’ecosistema, l’Islanda nel 2016 è al secondo posto al mondo, per il rispetto della natura e l’utilizzo sostenibile delle proprie risorse .

Affamati di natura e d’avventura, ma non solo, gli esploratori SANYpet hanno trovato nel pesce e nella pesca la risorsa principale del paese, grazie al litorale marittimo di 4970 km, ma anche ai fiumi e ai laghi. Il mare ha offerto loro pesce in grandissima abbondanza, in particolar modo merluzzi e aringhe, godendo inoltre di grande bontà e purezza, grazie anche alla corrente del Golfo che, dopo aver attraversato tutto l’Oceano Atlantico, giunge alla costa meridionale, avendo ormai disperso gran parte dei fattori inquinanti. Tra i pesci d’acqua dolce, l’Islanda ha invece donato loro anguille, salmoni, trote e salmerini di qualità pregiata. Come afferma l’Iceland Responsible Fisheries pescare per gli islandesi non è un modo di vivere, ma è la vita stessa, “sharing the goodness of the wild […] for the benefit of future generation”. I pescatori islandesi non solo conoscono le loro limpide acque, ma se ne prendono cura, amano le selvagge bontà della natura. Il loro pesce non ha additivi né coloranti, mentre il processo produttivo lungo la filiera è tracciabile e controllato, dove il pesce fresco, appena pescato, arriva il giorno stesso e il seguente è già pronto per i consumatori.

Il viaggio degli avventurieri SANYpet in Islanda, ha dovuto però confrontarsi con il vero e incontrastato leader dell’Isola, il merluzzo, protagonista delle vite degli islandesi tale da essere divenuto perfino unità di misura: un chilo di scampi corrisponde a quattro di merluzzo, la suocera due e mezzo circa. Pensate che per il merluzzo l’Islanda ha fatto pure la guerra, confrontandosi con la Gran Bretagna in ripetuti scontri non armati per questioni di zone di pesca. Mentre il dottor Canello, leader di SANYpet, nel 1975 iniziò a studiare la tossicità dei residui farmacologici presenti nelle carni derivanti dall’allevamento intensivo, l’Islanda iniziava la Terza Guerra del Merluzzo, due mondi apparentemente agli antipodi che collideranno molti anni più tardi.

È da tutto questo che gli uomini di SANYpet hanno compreso l’amore di un popolo verso il proprio pesce e verso una attività quale la pesca che tale non è, ma è la vita stessa. Rispetto per l’ambiente, acque pure e tradizione sono dunque il trait d’union tra pesca e Islanda, andando a marcare anche geograficamente sulla cartina il tragitto di SANYpet, che nella sua meta ha ritrovato i suoi principi di qualità e il rifiuto dell’allevamento intensivo. È per questi motivi che, proprio tra le lande e le acque islandesi, gli avventurieri SANYpet hanno fondato due stabilimenti, uno per la produzione di alimenti umidi e l’altro di snack, treats e biscotti, aventi nel cuore il pesce e le carni islandesi.

Ma perché il pesce è così importante per SANYpet e per le sue diete, tanto da spingerli ad affrontare la selvaggia natura?

Innanzitutto l’evidente vantaggio di una proteina salubre e non contaminata, ma non solo. L’organismo animale ha un’elevata presenza di acidi grassi della serie Omega6, che va controbilanciata con l’apporto corretto di Omega3, fortemente concentrati in particolar modo nel salmone. Una dieta bilanciata di questo tipo è importante per la crescita dei cuccioli, permettendo un corretto sviluppo muscolo-scheletrico ed evitando processi infiammatori e la proliferazione di svariate linee cellulari, influenti sul ritmo di crescita. Non solo, il pesce aiuta i cani a rimuovere il tartaro, oltre a fare bene alla pelle e al pelo, con un basso apporto di calorie.

Il pesce tuttavia non è l’unico interprete della vita islandese e un secondo viaggio ci svela gli altri protagonisti di questa storia. Questa volta non è quello dei nostri esploratori SANYpet, ma quello, di molto antecedente, dei primi valorosi che si spinsero fino a lassù: i vichinghi norvegesi. I guerrieri norreni, primi colonizzatori, salparono portando con loro ovini e cavalli, facendoli dunque entrare di diritto tra i ranghi di coloro che per primi popolarono quelle terre. Gli ovini rivestivano un’importanza cruciale non solo per la loro carne, ma anche per la lana e le pelli.

Tutt’oggi le forze di FORZA10 hanno quotidianamente più probabilità di incontrare un agnello islandese anziché un uomo islandese, vista la loro massiva presenza. Tipica nella mancanza della coda, così come sono unici i cavalli, di taglia minore rispetto ai nostri, la pecora pascola libera nella natura intonsa, sconfinata e priva di inquinamento, grazie all’allevamento estensivo che le permette di nutrirsi esclusivamente del manto erboso e delle piante. A livello nazionale vige inoltre divieto di utilizzare ormoni, additivi alimentari e antibiotici. La carne è dunque sana e riconosciuta come di qualità eccellente. Così, come per quanto riguarda il pesce, SANYpet ha trovato nella carne islandese, non solo d’agnello, ma anche di pollo e maiale, allevati nelle tipiche fattorie, una risorsa sana, nutriente e priva di residui tossici.

La grandiosa avventura degli esploratori SANYpet si è dunque discostata dal semplice viaggio, ma è diventata anch’essa la vita stessa, identificandosi con essa e unendo due filosofie distanti ormai solo geograficamente, ma vicine idealmente. Questo per noi significa #FATTIENONCROCCHETTE