La soluzione alla piodermite nel cane

Che cos’è la piodermite?

La piodermite è un’infezione batterica della cute che può avere diverse cause (infettive, infiammatorie…) e che più frequentemente colpisce il cane, rispetto al gatto. Una delle cause predisponenti più frequenti è la presenza di un’infiammazione in corso, che diventa  il terreno ideale per lo sviluppo delle infezioni da germi.

Come si manifesta?

Questo tipo d’infezione è evidenziabile dal manifestarsi di arrossamenti, eruzioni, forfora e pustole, fino ad arrivare all’infezione secondaria, con la formazione di ascessi purulenticroste. Frequente il prurito che aggrava la situazione, in quanto il cane, grattandosi, amplia la zona interessata e può provocarsi lesioni da grattamento. Le zone cutanee più colpite sono le zampe (spazi interdigitali), i gomiti, il mento e il ventre, ma possono essere colpite tutte le zone della cute.

Quindi, la piodermite non è provocata dallo sviluppo dei germi?

La piodermite in quanto tale è dovuta a una proliferazione anomala di batteri: nella maggioranza dei casi, tuttavia, si tratta di batteri che normalmente si trovano sulla cute senza dare alcun problema e diventano nocivi solo nel momento in cui si moltiplicano oltre una certa soglia. Lo stimolo per questa moltiplicazione è dato dalla sottostante infiammazione: in questo senso, possiamo dire che l’infezione è un effetto, e non una causa, del problema.

Ma cosa provoca lo stato infiammatorio iniziale della cute?

La spiegazione è semplice e sorprendente! Al di là delle forme da sempre esistite, attualmente la causa più frequente di piodermite è un’intolleranza ad uno o più alimenti. Le intolleranze alimentari, patologie in continuo aumento sia in medicina veterinaria che umana, provocano, quale risposta dell’organismo, proprio fenomeni infiammatori alla parte più sensibile (organo bersaglio).

L’infiammazione dell’organo bersaglio rappresenta spesso l’unica manifestazione visibile di un fenomeno d’intolleranza alimentare. Se l’organo bersaglio dell’intolleranza a uno o più alimenti è la cute, l’unica soluzione valida per trattare la piodermite conseguente e prevenire le ricadute passa attraverso un cambio dell’alimentazione.

Se l’alimento continuerà a far parte dell’alimentazione, il processo infiammatorio diverrà per forza di cose cronico.

Questo può spiegare perché, nonostante le cure farmacologiche, si verificano continue recidive?

Certo, poiché il germe è l’effetto e non la causa del problema, trattare efficacemente la piodermite e prevenirne le ricadute è molto spesso possibile solo attraverso una dieta specifica, e solo dopo l’identificazione dell’intolleranza alimentare che ne è alla base.

Cosa sono le intolleranze alimentari?

Alcune sostanze – innocue nella maggior parte dei soggetti – possono venire riconosciute come tossiche o dannose dall’organismo di alcuni soggetti sensibili, in cui scatenano l’instaurarsi di un processo infiammatorio. Tale reazione è definita “intolleranza alimentare”.

Ma il processo infiammatorio non è una malattia?

Normalmente no: l’infiammazione è un processo con cui l’organismo cerca di ripristinare la sua omeostasi e il suo stato di salute, “bruciando” tutte le sostanze che riconosce come tossiche e dannose. Diventa patologico solamente nel momento in cui l’infiammazione eccede i suoi meccanismi di controllo.

A cosa sono intolleranti i cani?

Approfondite ricerche dei veterinari SANYpet hanno identificato nelle carni derivanti dall’allevamento intensivo la causa della maggioranza delle intolleranze alimentari.

Perché le carni derivanti dall’allevamento intensivo?

Per la frequente presenza, specie nel pollo e nel maiale, di residui degli antibiotici utilizzati (in modo comunque legale) per evitare lo sviluppo di malattie. Tali residui farmacologicamente attivi sono eliminati dall’organismo attraverso l’attivazione di un processo infiammatorio.

Che problema, la piodermite cronica!

La pelle è uno degli organi interessati da questa tipologia di reazione infiammatoria. Questa condizione, piuttosto comune nel cane, spesso rappresenta un problema frustrante e difficile da trattare sia per il veterinario sia per il proprietario dell’animale. Le tradizionali cure farmacologiche, non intervenendo sulle cause, raramente evitano le ricadute. 

La soluzione è dunque un cambio di alimentazione, con ingredienti di elevata qualità, rigorosamente controllati e reperiti in luoghi incontaminati, possibilmente arricchita da sostanze botaniche.